Questa settimana (2)
aprile 14, 2012 § 2 commenti
Questa settimana si è parlato spesso di soldi ai partiti, finanziamento pubblico, rimborso elettorale.
Ha suscitato un certo scalpore il candore della Bindi che, in una sua apparizione televisiva, cercava di spiegare quanto fossero importanti i finanziamenti ai partiti in una democrazia liberale e moderna che voglia funzionare senza l’intervento di lobby affaristiche o di pensiero.
Ne sono convinto ed è per questo che penso che ai partiti debba essere data la grande opportunità di spartirsi la torta dell’otto per mille.
In Italia non c’è la cultura della sovvenzione ad un partito (o almeno è sparita negli ultimi vent’anni) e quindi sarebbe difficile, dalla sera alla mattina, fare in modo che i partiti sopravvivano solo grazie ai contributi volontari.
Il passaggio al contributo volontario deve essere graduale. Vada per l’otto per mille: la gente è libera di destinare parte delle proprie tasse, che comunque dovrebbe pagare, ai partiti politici. I soldi verrebbero poi redistribuiti ai partiti che hanno partecipato alle elezioni nazionali, ottenendo almeno il 5% dei consensi e non a gruppi parlamentari autocostituitisi all’impronta appena entrati in Parlamento.
Questo obbligherebbe i partiti a fare bene, a propagandare le proprie idee, a sgomitare per avere fondi, altrimenti loro negati.
Li voglio vedere questi pii cattolici che fanno politica a dover scegliere tra la loro sopravvivenza o la pletorica macchina ecclesiastica, fatta di spese inutili e troppi stipendi. Mi piacerebbe finalmente sentire Fioroni, la Bindi, Casini o tutti i professionisti dei ‘valori cristiani’ far campagna per loro stessi, per noi stessi, visto che la politica dovrebbe essere servizio per l’altro.
Mi piacerebbe vedere finalmente partiti in grado di alzare il tiro delle loro proposte e delle loro idee, del loro essere guardiani della democrazia, finanche dello sviluppo dei diritti civili. Partiti che non discriminino e che parlino anche ai laici, a quelli veri, e non a chi ha sempre un santino nel portafoglio.
Se davvero volessero essere liberi e sopravvivere avrebbero bisogno di quel denaro, dovrebbero sudarselo, anche a costo di pestare qualche piede in Vaticano. Altrimenti dimostrerebbero che i soldi del finanziamento pubblico sono solo le briciole, la punta di un iceberg sommerso, la ciliegina su un sistema affaristico e lobbistico che impregna ogni partito e che, sempre per rimanere in ambito cattolico , è ben evidente negli ultimi mesi in Lombardia, dove sanità e affarismo arrivano fino ai piani alti del Pirellone, in una commistione tra chiesa, affari, potere che tutti denunciano da tempo e che pare sia sempre meglio rappresentata dalle facce di CL.
“facce di CL” è stato cercato, vero? No, perché starebbe benissimo su una prima pagina.
Diciamo che è uscito spontaneo… ma la colpa è dovuta ai troppi anni passati a vario titolo nell’università italiana…