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	<title>Arse&#039;s life</title>
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	<description>Un blog di finocchi e altre verdure scelte, per i nostalgici de &#039;La nebbia e il petrolio&#039;. Un moralista e bacchettone di ritorno.</description>
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		<title>Arse&#039;s life</title>
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		<title>Leprottini, grigliate e gite fuori porta</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 06:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riemergo da un lungo silenzio semplicemente per augurare a tutti gli speranzosi lettori -speranzosi di trovare qualcosa di nuovo- una Buona Pasqua, o almeno un paio di giorni di pausa e di relax. Periodo un po&#8217; caotico, come per tutti. Bello sotto alcuni punti di vista, un po&#8217; meno per altri. Abbiate fiducia. Tornerò a [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1856&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riemergo da un lungo silenzio semplicemente per augurare a tutti gli speranzosi lettori -speranzosi di trovare qualcosa di nuovo- una Buona Pasqua, o almeno un paio di giorni di pausa e di relax.</p>
<p>Periodo un po&#8217; caotico, come per tutti. Bello sotto alcuni punti di vista, un po&#8217; meno per altri.</p>
<p>Abbiate fiducia. Tornerò a scrivere presto.</p>
<p>Nel frattempo, divertitevi!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1856/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1856/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1856&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazione di servizio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 10:38:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[So che qualcuno potrebbe rimproverarmi perché scrivo poco. Sembra che non vada più a messa, non legga più nulla (quasi, purtroppo) o non esca di casa&#8230; Forse esco molto più di prima -e di questo devo ringraziare una persona molto speciale- e ho poco tempo per scrivere. Però, nel caso, trovate qualcosa di mio anche [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1849&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>So che qualcuno potrebbe rimproverarmi perché scrivo poco. Sembra che non vada più a messa, non legga più nulla (quasi, purtroppo) o non esca di casa&#8230;</p>
<p>Forse esco molto più di prima -e di questo devo ringraziare una persona molto speciale- e ho poco tempo per scrivere.</p>
<p>Però, nel caso, trovate qualcosa di mio anche qui. So che è un portale pensato per lo più per le donne e per un utente mediamente fashion -quanto di più lontano da me, insomma- però mi piaceva l&#8217;entusiasmo di chi mi ha proposto di collaborarvi. Ogni tanto, se non trovate nulla di nuovo qui, fate un salto là, ovvero qua: <a href="http://www.tudonna.it/category/focus/">http://www.tudonna.it/category/focus/</a></p>
<p>Ci trovate pure una mia foto pensosa&#8230; e penosa, ovviamente. Ma se il modello è quello che è, non si può far molto.</p>
<p>Fine della comunicazione di servizio. Mi riprometto di scrivere un paio di post al mese, però <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1849/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1849&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le vent nous portera</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 11:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Maggie dorme alle mie spalle, sul letto. Ogni tanto apre l&#8217;occhio per guardare quel che faccio e sembra che stia sorridendo complice quasi volesse dire: &#8220;Bravo, scrivi un post che è tanto che non lo fai&#8221;. Poi socchiude gli occhi e con le zampette anteriori sembra voler nascondere il muso e allora mi alzo ad [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1846&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Maggie dorme alle mie spalle, sul letto. Ogni tanto apre l&#8217;occhio per guardare quel che faccio e sembra che stia sorridendo complice quasi volesse dire: &#8220;Bravo, scrivi un post che è tanto che non lo fai&#8221;. Poi socchiude gli occhi e con le zampette anteriori sembra voler nascondere il muso e allora mi alzo ad accarezzarla e rimane immobile a guardarmi, poi si stiracchia, cambia posizione e mi ignora, quasi volesse spingermi nuovamente alla scrivania.<br />
Il pc, moderna telescrivente, mi lascia di stucco con la notizia della morte di Mariangela Melato (la bravissima e inarrivabile, in alcune interpretazioni) e poi improvvisamente vira sugli otto milioni di telespettatori che hanno guardato la performance teatrale di Berlusconi e Santoro. Paradossale la vita: i politici e i giornalisti che si fanno attori, gli attori che diventano politici e i coerenti che rimangono fino all&#8217;ultimo a lottare per la vita e per la passione che li ha tenuti in piedi, giorno dopo giorno. E soccombono.</p>
<p style="text-align:justify;">Penso che l&#8217;anno appena iniziato sarà diverso. Vorrei che fosse diverso e che mi regalasse delle sorprese. Che non fosse la semplice contabilità dei giorni, delle cose da fare, delle ore in laboratorio, delle ore di lezione private e di qualche svago.<br />
Vorrei che fosse più simile a quel che si chiama vivere: una logica, un senso, un fine. Un misto di volontà e ambizione con un pizzico di fortuna.<br />
Penso che vorrei essere più schietto; a volte diretto. Forse semplicemente mi piacerebbe avere meno paura delle persone. nascondermi di meno dietro la scrittura e guardare gli altri faccia a faccia, senza troppa timidezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei che il 2013 fosse l&#8217;anno del risveglio. Civico, prima di tutto: non solo pensare a se stessi, ma anche agli altri. Politico, in secondo luogo: si potrà finalmente votare qualcuno che non pensi a se stesso e con proposte serie? Si può, per una volta, votare un progetto e non una persona?<br />
Umano: uscire da quel torpore nel quale sono scivolato negli ultimi dieci anni. Non solo io, ma anche chi mi sta intorno: quella rassegnazione cupa al destino crudele è un&#8217;attitudine alla vita che si diffonde contagiosamente tra le persone, quasi non ci fosse spazio per la libera iniziativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei augurarlo a tutti i lettori del blog, che da qualche tempo passano da queste parti e trovano poco. Forse è vero che quando si è sereni e felici si ha poca voglia di scrivere. Forse è anche vero che, nonostante quel che possa sembrare, non appartengo alla schiera di quelli che raccontano &#8216;la propria vita&#8217; in un blog, quasi fosse un diario. E allora si accumulano silenzi, anche se avrei da raccontare di spettacoli teatrali, libri, film, ma le parole faticano a fluire.</p>
<p style="text-align:justify;">Nemmeno il singolo di David Bowie (Where are we now?), il nuovo dopo 10 anni, mi spinge a sedermi davanti a un monitor e raccontare sensazioni e impressioni.<br />
Mi fa sorridere la coincidenza: dieci anni fa mi innamorai di una persona che non mi ha mai ricambiato. Per dieci anni ho infestato di parole la rete. Dieci anni dopo, l&#8217;amore torna a bussare ed io mi faccio mille domande e mi pongo milioni di problemi. È lo stesso risveglio; forse semplicemente è quel movimento necessario per tornare a rivitalizzare le membra, gli arti, i tessuti, dopo che si è rimasti fermi in una posizione troppo a lungo.</p>
<p style="text-align:justify;">Dove siamo ora? Siamo lì, in mezzo al guado. Chi da troppo tempo in una storia di facciata felice, ma piena di crepe; chi con qualche figlio ma insoddisfatta; chi invece allegro nel suo quadro che ha costruito lottando; chi, come me, a trentasei anni, pronto a ributtarsi a capofitto per rivivere quelle emozioni da quindicenne che, probabilmente a quindici anni, ero troppo impegnato a trascurare.</p>
<p style="text-align:justify;">Molti anni fa, con Isolde, ai tempi del liceo, ci promettemmo di andare una mattina a raccogliere conchiglie in riva al mare. Era una promessa d&#8217;amore; un progetto a futura memoria per due che pensavano che sarebbero sempre stati vicini -come amici, come amanti, come complici, chissà.<br />
Ci sono sere in cui, prima di addormentarmi, penso che quest&#8217;anno vorrò andare al mare, o semplicemente camminare guardando l&#8217;oceano, che sia in Portogallo, in Francia, in Irlanda o negli Stati Uniti. Mi immagino così: con l&#8217;aria serena, il viso per nulla contratto, le rughe sulla mia fronte -quelle profonde che la segnano molto, che amo e odio allo stesso tempo- appena accennate.<br />
Mi immagino a fissare l&#8217;infinito, la linea dell&#8217;orizzonte, le irregolari linee della schiuma dell&#8217;acqua verso riva, il moto asincrono delle onde e il vento. Il vento che non può più scompigliarmi i capelli che non ho ma che batte forte sul mio viso, sferzandolo come volesse schiaffeggiarmi. Ed io in piedi, con gli occhi che si riempiono di lacrime come nei primi giorni di primavera, quando l&#8217;aria frizzante ti coglie impreparato dopo il gelido inverno.<br />
E rimani immobile per qualche secondo, come sospeso, perché ogni movimento potrebbe far tracimare le emozioni che quasi si azzuffano dentro di te.</p>
<p>Non so dove ci porterà il vento; so solo che è bello indugiare attendendo le sue sferzate, abbandonando il comodo rifugio della propria casa, con regole e paletti, con i &#8216;si deve&#8217; e i &#8216;non si deve&#8217; che diventano una prigione.<br />
Vorrei essere, per quest&#8217;anno, il più bravo. In tutto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1846/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1846&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>All I want for Christmas is you&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Dec 2012 03:03:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti i lettori del blog, vecchi e nuovi, il mio più caro augurio di buon Natale. Con la speranza che possiate essere comprensivi con me per i miei ritardi, per le mie assenze, per i post diradati in quest&#8217;ultimo periodo. Grazie per avermi letto e avermi fatto compagnia anche quest&#8217;anno. Che ogni vostro desiderio [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1819&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti i lettori del blog, vecchi e nuovi, il mio più caro augurio di buon Natale.<br />
Con la speranza che possiate essere comprensivi con me per i miei ritardi, per le mie assenze, per i post diradati in quest&#8217;ultimo periodo.<br />
Grazie per avermi letto e avermi fatto compagnia anche quest&#8217;anno.<br />
Che ogni vostro desiderio si avveri in questa notte che ha qualcosa di magico.</p>
<p>Arsenio</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1819/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1819/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1819&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dreaming my dreams</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 05:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta, quello che rimane sveglio la notte sei tu e non io. Tu sorridi e mi prendi in giro perché &#8216;puff-sonno&#8217; e mi addormento in un paio di secondi, appena chiudo gli occhi. E mi risveglio col cellulare tra le mani, magari con un tuo messaggio di qualche ora prima, una risposta [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1810&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per la prima volta, quello che rimane sveglio la notte sei tu e non io.<br />
Tu sorridi e mi prendi in giro perché &#8216;puff-sonno&#8217; e mi addormento in un paio di secondi, appena chiudo gli occhi. E mi risveglio col cellulare tra le mani, magari con un tuo messaggio di qualche ora prima, una risposta a una mia domanda, una gentilezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa mattina il cellulare è volato dal letto generando il solito fragore delle cose che cadono e svegliandomi. Sono rimasto lì, tra lo scocciato e l&#8217;infastidito, per qualche secondo, pensando se valesse la pena sollevare le coperte, mettere i piedi sul pavimento freddo (non ho il riscaldamento a tubi come te&#8230;) e sentire quel brivido che sale fino al collo e si diffonde in tutto il corpo, solo per prendere un cellulare caduto a terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi ho trovato il messaggio con la canzone di questa notte, quella che tu ti premuri, quasi ogni sera, di dedicarmi e allora ho sorriso.</p>
<p style="text-align:justify;">Come un quindicenne qualsiasi guardavo il microschermo del cellulare per godermi il video e ascoltavo accovacciato sotto la coltre di lenzuola, quasi non volessi disturbare immaginari altri che condividevano la mia stanza. Lo sai, sono sempre timoroso di infastidire le persone, di essere di troppo, di non risultare simpatico, intelligente, adeguato alla situazione e divento goffo.</p>
<p style="text-align:justify;">Goffo anche quando sono da solo e penso che sì, ultimamente ci capita spesso di avere gli stessi sogni e gli stessi pensieri ed io fatico a dirtelo perché mi impappino con le parole, dal vivo. Con le parole che contano, ovviamente, perché per il resto sono pur sempre il solito logorroico che non tace un secondo.</p>
<p style="text-align:justify;">E così poi non ho più chiuso occhio. Dalle cinque mi rigiro nel letto, mi sono preparato la colazione e aspetto che la luce del mattino entri dalle fessure delle tapparelle abbassate, ma è ancora troppo presto e queste sono le giornate più brevi dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align:justify;">A volte penso di averti sommerso di dati e fatti, di parole che riguardano il mio passato, di averlo fatto così tanto che tu ora mi dici Maurilio Piada -uno dei personaggi veri o presunti di questo blog e della mia vita, il nostro riminese fedifrago di fiducia- e scoppiamo a ridere.<br />
A volte penso di non riuscire a raccontarti che è tutto nuovo ed è per questo bello. Che ci sono ostacoli, ma mi piacciono: mi piace il parcheggio davanti al distributore, mi piace la corsa coi treni che, con Trenord, assume i contorni di un&#8217;avventura epica, mi piace la nostra comune paura di fronte alla gente quando ci baciamo, così come mi fanno sorridere le volte che, sorpresi a baciarci dai passanti, ti volti coprendoti il viso con l&#8217;aria timida e cercando di fare l&#8217;indifferente. Mi piace programmare cose da fare, e per la prima volta dopo anni, mi piace programmarle con te coinvolto: stava diventando noioso e stucchevole far tutto da solo, tanto più che quel tutto si risolveva sempre più facilmente in niente.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sto mettendo in moto: vincere un&#8217;inerzia durata anni non è facile, ma ci sto provando. Sto provando a lasciare le pantofole a casa, a uscire, a sfidare il freddo e i ritardi dei treni -e adesso che hai l&#8217;app per controllarli ti puoi convincere che non dico bugie quando mi faccio scudo di Trenord per giustificarmi&#8230; presto dovranno inventare anche un&#8217;app per mettere sotto controllo l&#8217;umore di Mutter e le sue idee malsane- e a farmi trascinare dal tuo entusiasmo. Ci stai riuscendo, piano piano, e ci sto riuscendo anche io.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando penso a cosa vorrei fare nel prossimo anno, penso che vorrei farlo con te, che ho fatto bene a darmi la possibilità di conoscerti, che un giorno sarò più aperto e meno sfuggente, che ti racconterò molte cose di me, che forse ti deluderò tantissimo e tu potrai odiarmi, ma bisogna pur rischiare nella vita, altrimenti ci si rifugia nella solitudine per paura e non per scelta. E tu sai che da giovane&#8230; ho fatto una scelta!</p>
<p style="text-align:justify;">Ci capita spesso di raccontarci i sogni. Ad alcuni sembrerà stucchevole, a me no. Quel che mi piace è la semplicità di ogni cosa, quel parlare per ore anche del nulla, di cosa mangiamo, di cosa cuciniamo, di quel che abbiamo visto o letto o sentito in tv, delle mie lezioni private, dei tuoi scazzi sul lavoro, di cosa fare in settimana, degli amici e delle amiche sempre partorienti e di Mutter e Maman.<br />
Alla fine, non è facile trovare qualcuno che sia così legato alla famiglia, o a membri della propria famiglia, da capire una certa ossessione, da comprendere il bene e le attenzioni esclusive che si hanno per loro, anche a costo di sacrificare un po&#8217; di tempo per noi.<br />
Alla fine, non è facile trovare qualcuno che ti porti al ristorante libanese solo perché glielo chiedi, faccia uno strappo alla dieta e vada al McDonald&#8217;s perché sa di avere di fronte un bambino a cui piacciono le schifezze, viene a teatro e rinuncia ai musical perché non mi piacciono, propone film e non si lamenta se quelli proposti da me sono noiosi, cammina e cammina e cammina per Milano.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo un bel duo, lo ammetto. E spero di continuare a sognare le stesse cose che sogni tu.<br />
Non è più il momento di augurarsi di incontrarsi nei sogni.<br />
Ci sei.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1810/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1810&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Peace</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2012 14:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati due giorni e un po&#8217; di rabbia. Non bisognerebbe mai scrivere sotto l&#8217;azione della rabbia: si è immediati ma le parole fluiscono senza mediazioni e si rischia di travolgere ogni cosa, anche i ragionamenti più corretti. Ma l&#8217;indignazione quella no, quella non è passata. Il Papa che benedice la Kadaga e che poi [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1805&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Sono passati due giorni e un po&#8217; di rabbia. Non bisognerebbe mai scrivere sotto l&#8217;azione della rabbia: si è immediati ma le parole fluiscono senza mediazioni e si rischia di travolgere ogni cosa, anche i ragionamenti più corretti.<br />
Ma l&#8217;indignazione quella no, quella non è passata. Il Papa che benedice la Kadaga e che poi definisce le unioni omosessuali una ferita per la pace è troppo. È troppo per un paese che voglia dirsi civile! Si badi bene, non si sta parlando di massimi sistemi, non si tratta di unioni civili, matrimoni e adozioni; ci si riferisce ad un semplice diritto fondamentale all&#8217;esistenza.<br />
Roberta Kadaga è la presidente del Parlamento ugandese (Uganda, paese a prevalenza cattolica, con un presidente longevo quanto lo era Mubarak in Egitto e Gheddafi in Libia, eletto più volte con brogli; con il 40% della popolazione che vive con circa un dollaro e cinquanta al giorno) e fiera sostenitrice di una legge che prevede anche la pena di morte per &#8216;crimini compiuti da omosessuali&#8217;.<br />
Furioso mi sono anche imbattuto in forum di discussioni nei quali alcuni -che poi magari si riempiono la bocca di parola come libertà, liberismo, liberale e via dicendo- minimizzavano la posizione della Kadaga, poiché la pena di morte è prevista per pedofilia, rapporti sessuali con persone sieropositive e altri casi gravi, a dire loro.<br />
Ferma restando la netta condanna alla pedofilia e pure il severo proposito di limitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, è emblematico che un paese cattolico proponga la pena di morte proprio per due temi che dovrebbero stare a cuore alle gerarchie ecclesiastiche: che fare dei preti pedofili oltre a nasconderli, farli sparire e cercare di non farli correttamente processare? Che fare contro la diffusione del virus hiv se si osteggia l&#8217;unico strumento per ora rivelatosi efficace come il preservativo? Si risponde a una cultura di morte con la morte?<br />
Ma al di là di questo, quella legge condanna gli omosessuali consenzienti, adulti e liberi di vivere la propria sessualità all&#8217;ergastolo. Questo renderebbe la legge più accettabile, forse?</p>
<p style="text-align:justify;">Il Papa e la Chiesa cattolica, ormai incapaci di frenare la giusta evoluzione laica e liberale della società, hanno trovato il nuovo capro espiatorio negli omosessuali. Non nuovo, a dire il vero, ma ormai pare sia rimasto l&#8217;unico. Tanto da definire le unioni civili omosessuali una ferita per la pace.<br />
Ogni religione è libera di avere precetti più o meno sciocchi; ogni religione può anche pensare di turlupinare le persone con idee strampalate più simili a favole. D&#8217;altra parte la fede è proprio questo: accettare da entrambe le parti una sospensione della realtà e della verità. Un po&#8217; come quando si va al cinema e si accetta l&#8217;idea che per due ore tutto quel che avviene sul grande schermo sia plausibile. Per un paio d&#8217;ore, appunto.<br />
Ogni religione può anche creare una lista di salvati e dannati, accettati o esclusi, come un club che si rispetti.<br />
Rimane il fatto che siamo in uno stato laico, che tutela tutti quanti e non solo i portatori del Verbo di Dio, né i propagandisti della Luce e della Verità. Rimane il fatto che gli omosessuali siano cittadini come gli altri e non solo perché pagano le tasse, ma semplicemente perchè ci sono e come tali vanno tutelati.<br />
Ogni religione ha libertà d&#8217;esistere; ogni cittadino libero e responsabile, che non fa del male ad altri e che fa scelte di vita condivise con altre persone libere, va però rispettato, tutelato, salvaguardato, difeso. È una delle basi delle democrazie liberali.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure gli omosessuali non si sono sentiti difesi da nessuno ed è questo l&#8217;elemento veramente grave. Che generatori di odio dicano sciocchezze può stare nella logica delle cose; che un&#8217;autorità religiosa professi stupidaggini dichiarandole come prescrizioni di fede, ci sta; che la politica tutta invece non si schieri apertamente contro questo sopruso non soltanto verbale, ma etico, ciò invece è inaccettabile.<br />
Intercettare il voto cattolico e moderato pare sia il mantra di tutti i politici di questo paese. Ci sono omosessuali dichiarati di sinistra che si professano devoti; c&#8217;è chi ricorda il proprio passato da chierichetto; chi evoca di essere stato in seminario; chi ha una zia suora; chi ricorda con affetto i tempi in cui frequentava le scuole private rette dai preti. È tutto un fiorire di aneddoti e di ricordi.<br />
Il ricordismo è la malattia di questo paese: impossibile uscire dal sostrato culturale cattolico, dal momento che è quello che ha imprigionato questo stato in una specie di antichismo antimodernista. Quando si critica la CGIL dal punto di vista del luddismo economico che propugna, non bisogna dimenticare che un paese evolve, avanza, migliora anche economicamente, solo se vi è un progresso civile degno di questo nome. Allora non bisogna fare sconti alla Chiesa Cattolica, ai suoi gerarchi, alla sua ramificata capacità di fare lobby e influenzare le scelte politiche italiane.</p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno ha osato dire che forse questo Papa ha sparato una stupidaggine, una castroneria, o al minimo una leggerezza priva di fondamento. Come se davvero il potere laico credesse all&#8217;infallibilità dell&#8217;autorità religiosa, come se questa fosse un tuttuno con l&#8217;uomo, come se ci fosse davvero un Dio ispiratore in grado di dettare buone indicazioni e queste, invece, non fossero nient&#8217;altro che proiezioni mentali di un disegno umano volto a recuperare consenso e di conseguenza potere.<br />
Non a destra, lontana anni luce da una cultura liberale degna di questo nome; non i moderati, che pare in questo paese siano sinonimo di doppiogiochisti e abili intrallazzatori, amanti del trasformismo; non i progressisti, nel cui campo va avanti da quindici anni il solito stucchevole discorso sull&#8217;apertura al centro, ignorando che gli elettori progressisti non sono centristi e non vogliono un partito inetto, incapace di rinnovarsi, inane di fronte agli attacchi continui volti a ridurre i diritti civili, anziché aumentarli e renderli finalmente uguali per tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il vuoto della politica è questo, non è solo la crisi che morde (da quando sono nato c&#8217;è crisi e questo debito continua ad accrescersi) e alla quale non si opppone una ricetta efficace, ma anche il vuoto di idee per una società che cambia, per uno stato che sia vivibile e permetta ai suoi cittadini di trovare quella felicità e quel senso di soddisfazione e di completa realizzazione di se stessi, così come previsto dalla nostra Carta Costituzionale.<br />
A poco valgono i pianti quando un ragazzo gay si suicida o se si stigmatizzano una tantum i comportamenti omofobi, bullistici o i pestaggi che quotidianamente avvengono contro i gay -e che spesso nemmeno vengono denunciati, ma semplicemente derubricati a fatti di cronaca spicciola.<br />
Tutta l&#8217;ipocrisia che viene messa in campo in certe situazioni non ha alcun valore quando, di fronte ad un attacco di virulenta omofobia come quello del Papa tutti se ne stanno zitti, preoccupati più di sapere se il professor Monti si piegherà ai desiderata della Chiesa e cercherà di federare i moderati per creare un cartello elettorale reazionario e cattolico.<br />
Non un accenno dal presidente del Consiglio alla stupidaggine uscita dalla bocca del santo Padre: forse era troppo impegnato a leggere le dichiarazioni di D&#8217;Alema e ad ascoltare le pressioni di Bertone e Bagnasco per rendersi conto che molti cittadini sono stati insultati e additati come untori di guerre, crisi sociali, rivolte.<br />
Scrivevo quasi ironicamente in Twitter: &#8220;Lui è a cena, io aspetto che mi chiami quando torna e nel frattempo decido se bombardare la Siria&#8221;<br />
L&#8217;ironia però non può risolvere tutto; fare spallucce non è il rimedio. Dimenticare che la Chiesa appoggia governi che perseguitano l&#8217;omosessualità non è sostenibile. Come non è sostenibile cercare continuamente endorsement oltre Tevere; così come non è sostenibile stare zitti e permettere che politici possano spargere il seme dell&#8217;omofobia senza mai alzare la voce; così come non è sostenibile ignorare e non prendere mai posizione; così come non è sostenibile vivere in un paese, l&#8217;Italia, a sovranità civile limitata.<br />
Gli omosessuali hanno pagato e continueranno a pagare questa chiusura; pagheranno con l&#8217;emarginazione, con la paura, con il senso di inferiorità.<br />
Sono dodici anni che scrivo di questo tema: passando dalla paura alla consapevolezza. Ho visto crescere generazioni più consapevoli e sicure di sé. Ho anche visto cambiare molte delle opinioni delle persone intorno a me. Ho visto una società civile molto più avanzata, in alcuni ambienti, dei politici che la rappresentano. Ho dovuto però ingoiare rospi, vedere orrori, accettare critiche e, ogni volta, sopportare la libertà d&#8217;insulto che viene lasciata ai cattolici, a coloro che dicono di lavorare per il bene, per la pace e per i poveri.<br />
Ho visto in molti di loro, dei loro capi, di chi li guida la superbia nel cuore, quella che li spinge ad additare dei colpevoli e ad assolvere sempre loro stessi per le colpe più becere e inenarrabili.<br />
Ho visto e ho letto storie di giovani che sono cresciuti, che hanno avuto paura, che ricordavano la mia storia. Mi sono commosso per molti di loro e a molti di loro ho voluto e voglio ancora bene.<br />
Eppure, in questi dodici anni, gli omosessuali come me si sono sempre sentiti soli e abbandonati: in lotta a mani nude contro lo strapotere mediatico di chi la domenica si affaccia a un balcone, allunga la mano e dice &#8216;tu sì, tu no&#8217;, salvando alcuni e mandando all&#8217;inferno altri.<br />
Saremmo noi quelli che feriscono la pace?<br />
Saremmo davvero noi la minaccia alla felicità di questo pianeta? O non siamo anche noi lavoratori instancabili per rendere questo posto un posto migliore?<br />
Mi sembra di ricordare che l&#8217;unico esponente del Governo Monti ad avere la forza di parlare nettamente e chiaramente a favore di omosessuali e transessuali, riferendosi anche all&#8217;emarginazione sui posti di lavoro, sia stata il ministro Fornero. Il tanto vituperato e attaccato ministro, quello odiato, il parafulmine di ogni scelta negativa, colei che ha avuto sulle spalle il compito, l&#8217;onere, l&#8217;obbligo di riformare ciò che non funziona e zavorra questo paese, è stata anche l&#8217;unico membro, in tempi non sospetti, ad avere parole di saggia apertura nei confronti dei gay. L&#8217;unica che, probabilmente, non avrà un futuro politico: è forse un caso? L&#8217;unica persona degna di rispetto in una compagine governativa di tecnici alla ricerca di un posto al sole, magari alla luce di quel Dio che tanto clemente non è.</p>
<p style="text-align:justify;">Martha Nussbaum, parlando di giustizia poetica, dice che un giudice, per essere pienamente razionale, deve anche essere capace di poesia e fantasia. &#8220;Devono migliorare le loro capacità tecniche ma anche la loro capacità di essere umani&#8221; scrive. E aggiunge: &#8220;Se manca questa capacità la loro imparzialità sarà ottusa e la loro giustizia cieca&#8221;.<br />
Lo scrive a proposito di giudici e leggi di uno stato; di una serie di regole che esulano dalla morale religiosa. Tanto più vale per chi si erge a giudice benevolo ed etico sulla base di principi religiosi. Ottuse e cieche. Mi pare siano due aggettivi perfetti per quel che sono le gerarchie ecclesiastiche oggi.<br />
Purtroppo però, si adeguano perfettamente anche alle nostre forze politiche.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1805/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1805&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Summer &#8217;68</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 06:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di rassicurante nell&#8217;ostinato ripetersi della vita. Lui cita canzoni e film e io le ascolto con l&#8217;entusiasmo del neofita, e non mi sembra di fare altro da anni. Ma non annoto date, che per un ossessivo compulsivo come me, è un passo avanti. Non ricordo la prima volta che siamo usciti, non riuscirei [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1796&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">C&#8217;è qualcosa di rassicurante nell&#8217;ostinato ripetersi della vita.<br />
Lui cita canzoni e film e io le ascolto con l&#8217;entusiasmo del neofita, e non mi sembra di fare altro da anni.<br />
Ma non annoto date, che per un ossessivo compulsivo come me, è un passo avanti.<br />
Non ricordo la prima volta che siamo usciti, non riuscirei a mettere in ordine cronologico i nostri appuntamenti, se prima un teatro, poi un museo, se un giorno c&#8217;è stato il ristorante toscano e l&#8217;altro un cinema ed è forse proprio questo che mi fa apprezzare lo scorrere delle ore senza l&#8217;ansia di dover fare ogni volta qualcosa di nuovo e sempre differente.</p>
<p style="text-align:justify;">A noi piace camminare per questa Milano che è un porto sicuro, più la sua città che la mia, ché a me, provinciale, quasi varesotto, è sempre apparsa come il punto d&#8217;arrivo di una vita, quel monolocale più servizi che dopo trent&#8217;anni di lavoro, riesci a permetterti al limite della periferia, vista tangenziale,  anche se gli ho rivelato che la città lombarda che ho sempre amato è Pavia, piccola il giusto, bella il giusto, noiosa quanto basta. Milano, però, è l&#8217;inarrivabile meta alla quale tendere.<br />
E già mi piace questo rito un po&#8217; casuale di camminare dalla Feltrinelli in Duomo fino al Castello, prendere una birra fredda al baracchino vicino alla fontana, sederci su una panchina e parlare, finché il sedere non diventa gelato e l&#8217;unica cosa da fare sta nel riprendere a camminare, senza meta precisa che non sia quel guardarsi negli occhi e avere il prurito adolescenziale di baciarsi. Ovunque.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Non siamo un po&#8217; ridicoli a comportarci come adolescenti?&#8221; gli chiedo e la verità è che non mi importa la risposta.<br />
Perché, sarà pur vero, che ogni bacio è accompagnato da uno sguardo circospetto, che le mani intrecciate scivolano via non appena qualcuno per strada, con l&#8217;aria più truce, ci guarda, e che sogniamo un posto dove ci si possa rilassare, dove baciarsi d&#8217;improvviso tra viale Premuda e corso Concordia senza pensare al peggio, ma il peggio non c&#8217;è, per un istante che riempie una sera.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Sai una cosa? A parte il primo ragazzo, undici anni fa, non ho mai baciato nessuno per strada, all&#8217;aperto, a Milano&#8221; e a me suona come una dichiarazione d&#8217;indipendenza, alla veneranda età di 36 anni, settant&#8217;anni in due, per tirar le somme di quanto siamo invecchiati, magari lasciandoci scorrere la vita accanto e volendola ora, in uno scatto misto tra orgoglio, desiderio, voglia di vivere e forse, risentimento per quel che il susseguirsi naturale dei giorni ci ha negato, cogliere nella sua pienezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi piace la sua mancanza di presunzione; l&#8217;ho colta quando ha detto: &#8220;Per quel poco che posso avere capito di te&#8230;&#8221; e ho pensato che non è una persona dagli assolutismi definitivi, non uno stupido integralista, per intendersi. Ci muoviamo con grazia -nonostante il peso- tra ipotesi e supposizioni, sperando di verificarle piano piano, sperimentando un metodo scientifico delle emozioni che verifica la legge della precarietà dei sentimenti, senza troppe disillusioni o entusiasmi universali ingiustificati.<br />
So di non essere una persona facile; di dare accelerate e poi fare improvvise inversioni, di avere un modo personale e incomprensibile di preservare la mia riservatezza (non sembrerebbe a giudicare dal blog) e di faticare a concedere fiducia alle persone. So che il mio piccolo mondo è costruito intorno a poche persone: Mutter, Vater, Errico, Diogene e Liutprando. Che le mie amicizie sono più delle corrispondenze mentali e nulla più e che il rischio di frequentare una persona come me stia nello svegliarsi una mattina e non avere più mie notizie, però apprezzo il coraggio nel non mollare la presa.<br />
So che anche lui non è la persona più semplice di questo mondo e se non faccio domande non è per mancanza di curiosità ma perché non so mai fino a dove possa spingermi e, per quanto lui abbia deciso di non avere filtri con me, rifletto su di lui le mie categorie di pensiero e mi guardo bene dall&#8217;interrogarlo e mi limito a guardarlo in quegli occhi che sembrano pozze d&#8217;acqua, fissi su di me, tanto da mettermi un po&#8217; in imbarazzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Perdiamo treni, ma nulla è definitivo.<br />
Forse non siamo più quei ragazzi delle poesie che si baciano spingendosi contro muri; forse io sono quel bruttino sovrappeso che tutti eviterebbero, ma è per questo che scarto la caramella che mi è stata regalata con la frenesia e la foga di chi pensa che possa essere l&#8217;ultima e subito si rassicura, perché i treni passano, si perdono, si prendono e la meta si fa sempre più vicina.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Io non l&#8217;avevo proprio sentito arrivare&#8221; mi ha detto mentre io, ostinato nel mio non indossare orologi, non avevo pensato a che ora fosse.<br />
Ha perso un treno per casa e abbiamo percorso otto stazioni, ridendo come bambini, su uno verso Parallago&#8230;<br />
Nell&#8217;età dei viaggi intercontinentali, dei voli transoceanici, della comunicazione globale, delle distanze azzerate, nessuno si era preso la briga di arrivare in provincia, con un treno regionale notturno e quando pensi di non valere nemmeno un biglietto da tre euro e venti è difficile credere a molto altro.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Dovresti scriverci un post su questo argomento&#8230; ovviamente biasimando i tradimenti&#8230;&#8221; e scoppia a ridere, prendendo in giro quella che è una mia fissazione -a suo dire- e così, ogni volta che parliamo, mi fa notare la tendenza al moralismo  quando parlo dei rapporti personali, il prendere in giro i soliti fedifraghi romagnoli (e colgo un complimento celato tra le righe quando giudica bruttino uno dei miei bersagli preferiti, il riminese che incontra alle uscite dell&#8217;autostrada) Allora rido, perché a pensarci bene, il più moralista tra i due, è lui. Il più romantico è lui. Il più sognatore rimane sempre lui&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">E io non so bene cosa sia: ho imparato molti anni fa a non dare nomi alle cose. Bibbilollolo, potremmo, come al solito, chiamare questo vedersi senza pretese, questo frequentarsi non più in maniera sporadica, questo scriversi e sentirsi con regolarità, questa mia mania di mettere definizioni, regole e far precisazioni.<br />
So solo che ora si sveglia e io ho scritto questo post, pensando che riceva la notifica del post appena scritto, lo legga in metropolitana senza addormentarsi, sorrida un pochino, ripensi a me che uso in maniera improbabile le bacchette al ristorante coreano e quel sorriso si trasformi in una risata aperta, di quelle che ti illuminano la giornata e rendono la settimana più lieve, perché è pur sempre un lunedì di novembre e la luce filtra dalle finestre soltanto alle sette del mattino e l&#8217;estate è così lontana, o forse no. Anzi, no.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><em>So che esiste un limite a quel che si deve raccontare: si chiama senso del pudore. Eppure ho pensato in questi anni che il pudore dei sentimenti, in alcuni casi, sia un lusso che gli omosessuali, almeno per ora, non possano concedersi.<br />
Perché in una società che non vuole riconoscere alcuni diritti fondamentali e che rappresenta l&#8217;omosessualità come una perversione o un fatto &#8216;contro natura&#8217; -definizione alquanto sciocca- raccontare la normalità di un sentimento, sia esso d&#8217;amicizia, d&#8217;amore o non facilmente definibile, ha un suo ruolo dirompente.<br />
L&#8217;ho sperimentato negli anni, pensando a chi mi ha scritto in privato, raccontandomi una storia fatta di silenzi e dissimulazioni, per nascondere se stesso dal mondo, dagli altri, dal giudizio severo di chi ancora alimenta sentimenti omofobi.<br />
Il mio senso di giustizia poetica (per citare Martha Nussbaum) parte dalla condivisione. Non si pensi a del banale esibizionismo: ne farei a meno e chi mi conosce profondamente sa quanto sia difficile parlare di me in maniera chiara e senza filtri. È una forma di attivismo, forse meno rumoroso e appariscente, che ha bisogno di tempo per sedimentare nelle coscienze delle persone, ma che racconta la quotidianità di una vita comune, né più né meno.<br />
Continuo a ritenere che la vita privata delle persone debba passare in secondo piano, ma questo è il punto d&#8217;arrivo che si otterrà solo quando la vita privata delle persone non sarà più metro di giudizio per le stesse; quando baciarsi per le strade sarà facile e non susciterà in nessuno l&#8217;ansia e la paura di essere visti e magari picchiati da teste calde; quando parlare o meno di sè sarà davvero una scelta personale e non un calcolo fatto per opportunismo, interesse o paura.<br />
Queste poche righe aggiuntive al post, mi sembravano doverose. Per spiegare che, a volte, anche un post in un blog molto piccolo, letto da poche persone, può avere una sua semplice finalità, foss&#8217;anche soltanto quella di dire a tutti i brutti come me che c&#8217;è sempre una speranza. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
E mi auguro che il Lui descritto in questo post, se mai dovesse leggere, non se la prenda e capisca. D&#8217;altra parte, se anni fa non avesse letto il mio blog, ci saremmo mai conosciuti?</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1796/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1796/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1796&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Unintended</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 11:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cose cambiano o oscillano sempre intorno a una condizione di equilibrio, cercandone ogni volta uno nuovo, ma stabile. E le condizioni di equilibrio cambiano, perché cambiano i vincoli e le situazioni circostanti. Il mondo procede e i piccoli risultati arrivano. La settimana scorsa, alcuni stati della confederazione americana hanno votato a favore dei matrimoni omosessuali. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1793&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Le cose cambiano o oscillano sempre intorno a una condizione di equilibrio, cercandone ogni volta uno nuovo, ma stabile.<br />
E le condizioni di equilibrio cambiano, perché cambiano i vincoli e le situazioni circostanti. Il mondo procede e i piccoli risultati arrivano.<br />
La settimana scorsa, alcuni stati della confederazione americana hanno votato a favore dei matrimoni omosessuali. Non è una decisione presa dall&#8217;alto: la maggior parte degli elettori -di chi si preoccupa della &#8216;cosa pubblica&#8217;- ha scelto volutamente che sì, nulla osta contro i matrimoni di persone dello stesso sesso, che le motivazioni religiose contrarie all&#8217;unione di due cittadini dello stesso sesso non reggono affatto, perché l&#8217;amore è uguale sia che lo si provi tra un uomo e una donna, sia tra due uomini, sia tra due donne e non è affatto complicato capirlo.<br />
Anche in Francia il governo ha licenziato un decreto a favore dei matrimoni omosessuali. Ne dovrà discutere il Parlamento, ma è un&#8217;altra prova che l&#8217;argomento è forte, discusso ovunque e porta a un naturale ampliamento dei diritti civili, per tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">In Italia ci dimeniamo tra percentuali di voti, premi di maggioranza e un compatto gruppo di potere reazionario che, impaurito dalla probabile vittoria dei progressisti, vuole renderla mutilata e zoppa. Dicevamo: le cose procedono. A noi invece è concesso un deja-vu del 2005, con la legge elettorale proporzio-porcella di Calderoli. Alchimie di palazzo che disgustano chi al potere non è.<br />
Allora, in uno slancio di ottimismo, penso che in un parlamento bloccato -volutamente da chi sa che perderà le prossime elezioni- si possa creare un blitz, di quelli storici, di quelli che fanno deflagrare la società e la rendono migliore, rinnovandola. I due partiti di centrosinistra e i grillini -che saranno certamente maggioranza del paese- pur con le differenze del caso, e pur rimanendo fieri avversari, votino una legge per il matrimonio omosessuale. Così, per vedere l&#8217;effetto che fa.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Forse è vero che siamo troppo intenti a mettere insieme i cocci del nostro passato da non accorgerci di quel che troviamo accanto. Me lo ha ricordato<strong> Closer</strong>, sabato sera, al <strong>Teatro Litta </strong>(Milano, fino al 18 novembre). A parte la messa in scena e la scelta di far recitare gli attori come fossero automi -piacevole per cinque minuti, non per due ore- che non hanno affatto pagato, il testo è il solito giro di tradimenti e bugie, amori corrisposti e pensati, voluti e traditi, scanditi nel tempo dalle indecisioni e dalla frenesia voracemente egoistica di ognuno di noi, condita però dal solito autolesionismo che preserviamo con cura per poterne attingere a piene mani quando abbiamo a che fare con qualcosa che, anche lontanamente, ci ricordi un sentimento.<br />
Parliamo tanto d&#8217;amore, lo rincorriamo, lo desideriamo, lo bramiamo e poi, quello che cerchiamo è un momentaneo sostitutivo, del sesso che a volte nemmeno ci soddisfa, incapaci di trovare la ricetta esatta che mescoli perfettamente ogni ingrediente.<br />
Ci limitiamo ad apprezzare la &#8216;gentilezza&#8217;, che non è mai stata una categoria critica dell&#8217;amore; o il successo del nostro compagno come un riverbero riflesso del nostro sforzo sentimentale. Non riusciamo ad amare per ciò che vediamo nell&#8217;altro, ma per il rancore verso il passato, verso noi stessi, verso i nostri fallimenti. Non ci riusciamo perché siamo incapaci di provare alcun moto d&#8217;animo o nessuno ce l&#8217;ha insegnato, convinti che i sentimenti siano innati in noi e non abbiano bisogno di una levatrice socratica per farli emergere.<br />
Nessuno riesce mai a vedere l&#8217;altro così com&#8217;è: c&#8217;è sempre bisogno di un filtro, che sia meccanico come una macchina fotografica (non fa sorridere vedere Milano piena di gente che fotografa il mondo come se non riuscisse a vederlo coi propri occhi?) o sia una foto stessa, plastica nella sua capacità di catturare l&#8217;istante definitivo. O siano i dialoghi con amici e terze persone, in grado di rivelarci quella verità che non riusciamo a cogliere autonomamente. A pensarci bene, ci sono un sacco di inconsapevoli che pensano di amare qualcuno, ma non lo sentono vicino. Lo sentono sempre più sfuggente, lontano, incapace di svelarsi ed essere sincero, nudo con la propria verità, almeno di fronte a chi si ama. Due estranei che condividono un letto, un tetto e storie extraconiugali, probabilmente più soddisfacenti ed emozionanti di un paio di bollette al mese.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">La prima canzone che il suo lettore stava per diffondere nell&#8217;aria dell&#8217;automobile era Unintended dei Muse, e mi sono ricordato di quella notte in cui me ne ha scritti dei versi ed io ho deciso di ascoltarla. Con il mio solito gesto aggraziato di chi tenta di divincolarsi dall&#8217;abbraccio delle persone, ho detto un &#8216;Noooo&#8217; e lui ha cambiato.<br />
A pensarci bene, è la storia di qualcuno che crede di avere trovato LA persona giusta, quella che ti capisce, quella che sarà in grado di scoprire, apprezzare e non giudicare anche i lati più oscuri della tua anima e del tuo carattere, eppure&#8230;<br />
Eppure si è troppo impegnati a risistemare il passato, a guardare cosa non sia andato, a raccogliere i cocci e cercare di rimetterli insieme, a trovare l&#8217;esatta equazione che non dimentichi nulla e ci permetta di vivere senza più soffrire, senza dover sottoporsi ai patemi d&#8217;animo che ti colgono la sera, prima di chiudere occhio, senza&#8230;<br />
C&#8217;erano i Muse, poi c&#8217;erano i REM e quel farabutto di Michael Stipe cantava canzoni che venivano da un lontano 1992 (0 93?) e vent&#8217;anni dopo, come in una sorta di ciclico ritorno vichiano, mi ributtava addosso quel groviglio che ti attorciglia le budella e ti svuota la testa, come fosse riempita solo d&#8217;elio e volesse volare via, alzarsi, lasciandoti piacevolmente stordito.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando mi scrisse quei versi di Unintended dei Muse, pensavo parlasse di sè, dei cocci che doveva ancora sistemare, della realtà che viveva, del passato che non gli lasciava tregua. Poi ho capito che parlava di me, del passato che non mi dava tregua, del mio continuo ricordare, del senso di inadeguatezza che mi porto dietro da anni, da quando ho capito di non essere abbastanza per qualcuno&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Così fuori pioveva, come pioverebbe in uno di quei film mentali che ci facciamo da anni, e la macchina scivolava via sulla strada. Sogno spesso di morire in un incidente d&#8217;auto, in una sera di pioggia, per questo sono nervoso quando devo prendere l&#8217;auto e fuori la visibilità è nulla. Nervoso ed eccitato, come in tutte quelle situazioni che sembrano pericolose e proibite.</p>
<p style="text-align:justify;">E pensavo che sì, a volte non sono capace di cogliere i sentimenti e nemmeno di viverli, che ho bisogno di sezionarli guardandoli dall&#8217;esterno, che la mia macchina fotografica -il filtro meccanico che mi preserva dal turbamento vertiginoso di vedere la realtà così com&#8217;è- è questo schermo del pc, che mi proietta parole che scrivo in maniera compulsiva e disorganica, e che sono la persona più adatta a rovinare la poesia di ogni momento, con la rigidità di un ingegnere che vuole mettere regole e norme, codicilli e formule per imbrigliare tutto in qualcosa che gli sia più comprensibile, o consono, o grigio, ma rassicurante. Una volta cercavo soltanto turbamenti emotivi, l&#8217;uragano che mi devastasse, l&#8217;onda che producesse una vibrazione dirompente. Ora no. Ora vivo nella perenne paura della distruzione, del dolore, del mio dolore e di quello di chi mi sta accanto. E forse sfiorisco anche per questo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non avevo mai baciato nessuno nel parcheggio della stazione di Parallago.</p>
<p style="text-align:justify;">You could be my unintended choice to live my life extended&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1793/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1793/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1793&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Questa storia della riservatezza regge poco&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 12:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora adesso sono convinto dell&#8217;importanza di separare la propria vita privata dal resto. Non è necessario che l&#8217;idraulico che passa da casa mia a sistemarmi il sifone debba anche conoscere vita, morte e miracoli della mia famiglia, della mia parentela e l&#8217;intensità (nulla) della mia vita sessuale. Non è vero che uno voglia nascondersi, ma [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1785&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ancora adesso sono convinto dell&#8217;importanza di separare la propria vita privata dal resto. Non è necessario che l&#8217;idraulico che passa da casa mia a sistemarmi il sifone debba anche conoscere vita, morte e miracoli della mia famiglia, della mia parentela e l&#8217;intensità (nulla) della mia vita sessuale.<br />
Non è vero che uno voglia nascondersi, ma forse c&#8217;è solo quella tara di fondo, un po&#8217; vittoriana o semplicemente di buon senso, che fa prevalere un insistito silenzio su tutto il resto. Lo si chiami pure low profile, se piacciono tanto i termini inglesi.<br />
Però&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Succede che coi ragazzi delle lezioni private -saranno ormai una buona ventina, forse più- e con le loro famiglie si instauri un legame che va oltre il &#8216;buongiorno&#8217;, &#8216;buonasera&#8217; che è fatto di ansie comuni (&#8216;ce la farà il mio pargoletto a superare l&#8217;anno?&#8217;, &#8216;sì, signora, li vede quegli oggetti a forma di parallelepipedo? si chiamano libri e suo figlio supererà l&#8217;anno se si avvicinerà a loro senza paura&#8230;&#8217;) e di gioie nel vedere i progressi (a volte ci sono, rari, ma ci sono), e si deve rispondere educatamente a qualche domanda sul privato, lasciando insoddisfatti gli interlocutori che pensano sempre che a trentasei anni si debba essere accasati definitivamente (lo sarei anche se avessi trovato il ricco, bello e intelligente desideroso di mantenermi&#8230;vai a capire perché siano tutti occupati!)<br />
Così, la settimana scorsa, essendo andato a Ginevra a trovare un amico che vive là, ho dovuto cancellare qualche lezione e dare un paio di spiegazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Credo sia stata la mia coda di paglia a valutare sempre allo stesso modo la reazione delle persone.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Arsenio: </strong>Questa fine settimana non ci sono. Quindi ci si rivede la prossima.<br />
<strong>Genitore: </strong>Come mai?<br />
<strong>Arsenio: </strong>Vado a Ginevra.<br />
<strong>Genitore: </strong>Al Cern?<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, vado a trovare un amico.<br />
<em>Sguardo interrogativo dell&#8217;interlocutore.<br />
Pensiero dell&#8217;interlocutore: </em>&#8220;<em>Ho sempre pensato fosse gay. Ha pure il fidanzato in un&#8217;altra città. Chissà come l&#8217;avrà conosciuto. Probabilmente con l&#8217;Internet. Magari con quelle chat&#8230; che orrore!&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Arsenio: </strong>Questa fine settimana non ci sono. Sono a Ginevra.<br />
<strong>Genitore: </strong>Al Cern?<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, turismo.<br />
<strong>Genitore: </strong>E ci va da solo?<br />
<strong>Arsenio: </strong>Sì, sì.<br />
<em>Sguardo perplesso del genitore: Che ci va a fare uno da solo in una città come Ginevra&#8230; bella eh&#8230; ci mancherebbe, ma un po&#8217; morta&#8230; da solo? Secondo me ha un losco incontro sessuale con qualcuno. È gay. Altrimenti avrebbe detto che andava a trovare una donna&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Genitore: </strong>Come mai non c&#8217;è questo sabato?<br />
<strong>Arsenio: </strong>Sono a Ginevra. Vado con un amico.<br />
<strong>Genitore: </strong>Al Cern?<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, andiamo per turismo. Visiteremo la città.<br />
<em>Sguardo catatonico del genitore: Un amico? Ha detto proprio un amico? A Ginevra? Con un amico si va a Londra, Berlino, Barcellona&#8230; ma a Ginevra? Questo è un weekend di sesso&#8230;l&#8217;ho sempre pensato che fosse un po&#8217; strano.</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Genitore: </strong>Mi ha detto Eluardo che questo sabato non c&#8217;è perché va a Ginevra al Cern.<br />
<strong>Arsenio: </strong>Non esattamente al Cern. Vado a Ginevra con un amico. <em>(Pausa) </em>Andiamo a trovare un nostro amico che vive là.<br />
<strong>Genitore: </strong>Ah. (<em>Accompagnerà questo suo amico a trovare il fidanzato&#8230; ha amici gay? Sì, beh, sarà un po&#8217; strano, però ha la tariffa oraria più bassa dell&#8217;Altomilanese. Si può anche chiudere un occhio sulle sue amicizie.)</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Genitore: </strong>Deve essere bello andare a visitare questo laboratorio&#8230;<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, signora, non vado al Cern. Vado semplicemente a Ginevra con un amico a trovarne uno che sta là.<br />
<em>Espressione sbalordita: L&#8217;ho sempre detto che quella voce effeminata non portava a nulla di buono. È gay. E non si accontenta del suo&#8230; del suo&#8230; del suo concubino! Fa anche le cose a tre! Un triangolo! I soliti zozzoni! Santa Maria! E non ci posso far nulla. Se quell&#8217;idiota di mio figlio non avesse bisogno di fisica, non lo farei nemmeno entrare in casa questo culorotto!</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Genitore: </strong>Ma vai da solo?<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, siamo in tre amici! Andiamo a trovare un nostro amico&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>Anche la tua compagna.<br />
<strong>Arsenio: </strong>Non sono fidanzato. Siamo tre amici, tutti uomini, una cosa tra noi&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>E vi ospita tutti?<br />
<strong>Arsenio: </strong>Sì. È una persona ospitale&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>Avrà anche una casa grande&#8230;<br />
<strong>Arsenio: </strong>Ma anche no&#8230; ma noi siamo persone di poche pretese&#8230;<br />
<em>Sguardo illuminato del genitore: Sono due coppie di gay non c&#8217;è dubbio! O saranno degli scambisti! O mamma&#8230; è pure bruttino. Magari farà cose strane, si farà legare, sculacciare, frustare. Devo chiedere a mio figlio se parla spesso di funi o altro&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Genitore: </strong>Anche io quando avevo vent&#8217;anni come lei, giravo spesso&#8230;<br />
<strong>Arsenio: </strong>Ormai mi avvicino a doppiarli i venti&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>Ma davvero? Quanti anni ha, se si può sapere?<br />
<strong>Arsenio: </strong>36<br />
<strong>Genitore: </strong>Non credevo&#8230; e va a Ginevra con degli amici?<br />
<strong>Arsenio: </strong>Cinque o sei amici&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>Al Cern?<br />
<strong>Arsenio: </strong>No, no. Andiamo proprio per divertimento&#8230;<br />
<strong>Genitore: </strong>Una cosa per soli uomini, eh? Un addio al celibato?<br />
<strong>Arsenio: </strong>A Ginevra? Ma no&#8230; non si potrebbe fare un addio al celibato a Ginevra&#8230; il massimo della trasgressione potrebbe essere gettare un mozzicone delle sigarette per terra!<br />
<strong>Genitore: </strong>Ah, già&#8230; quindi&#8230; perché? (<em>Scioperato drogato di sinistra. Io l&#8217;avevo capito che eri uno dei centri sociali con quella barba sfatta&#8230;  magari sei pure un ricchione. Cinque o sei amici: a quarant&#8217;anni ancora a giocare a fare il trenino? Ma aspetta che alle prossime elezioni vinca Casini che ti sistemo subito! L&#8217;ho sempre detto che i fisici sono froci! Mio figlio è meglio che faccia Scienze delle Comunicazioni!)</em></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Arsenio: </strong>A cosa sta pensando?<br />
<strong>Genitore: </strong>Nulla, nulla. Allora&#8230; cosa si dice in queste situazioni? Buon divertimento, no?</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">NdA: prima che si scatenino le analisi psicologiche sulla mia omofobia, preciso che no, a Ginevra non c&#8217;è solo il Cern ma anche la statua alla principessa Sissi, assassinata sul lungolago dall&#8217;anarchico Luigi Lucheni. E sì, non sempre gli ingegneri, per quanto nucleari, vagano di laboratorio in laboratorio: tant&#8217;è che io al Cern non ho mai messo piede.<br />
E sì, sono in pace con me stesso, sereno e tranquillo e mi piace semplicemente immaginare romanzi mentali guardando le facce stupite della gente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1785/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1785/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1785&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Baciami ancora</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 21:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arsenio76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E poi ieri sera, più o meno all&#8217;ora di cena, è stata l&#8217;arte a illuminarmi su qualcosa che gli analisti, i dotti, i filosofi della domenica non riescono a spiegare. A me, tutto d&#8217;un tratto, è parso che questo paese che invecchia sia ben rappresentato da due quadri di Picasso (la mostra a Palazzo Reale a Milano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1775&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E poi ieri sera, più o meno all&#8217;ora di cena, è stata l&#8217;arte a illuminarmi su qualcosa che gli analisti, i dotti, i filosofi della domenica non riescono a spiegare. A me, tutto d&#8217;un tratto, è parso che questo paese che invecchia sia ben rappresentato da due quadri di Picasso (la mostra a Palazzo Reale a Milano merita, e pure l&#8217;audioguida è un utile supporto. Un paio di Negroni bevuti prima rendono tutto addirittura più appassionante, e del resto Picasso non era certo una persona che si privasse dei piaceri della vita. Della carne, soprattutto).<br />
Mentre Berlusconi aveva appena blaterato lo sfogo inacidito e velenoso dello sconfitto (sembrava Barrichello ai tempi d&#8217;oro della Ferrari, quando Schumacher macinava record e lui doveva giustificare le insolite uscite di pista) e gli utenti della rete si sbizzarrivano a sezionare con acidità ogni affermazione bizzarra, mi sono ritrovato ad apprezzare due opere con lo stesso tema: il bacio.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/il-bacio1.jpg"><img class="wp-image-1776 alignleft" title="Il bacio1" alt="" src="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/il-bacio1.jpg?w=220&#038;h=300" height="300" width="220" /></a>  Più volte ho scritto, in preda a rigurgiti di adolescenziale romanticismo, che ognuno di noi dovrebbe pretendere la propria dose di baci; che l&#8217;amore si misura in baci dati e ricevuti più che dal sesso; che l&#8217;intimità di un corpo abbracciato, di due bocche che si cercano con furia, quasi a volersi azzannare, come se si volesse mangiare l&#8217;amato, è una delle cose alle quali non rinuncerei.<br />
Li vedi, ogni giorno, quei ragazzi che pomiciano sull&#8217;autobus, e vorrebbero possedersi, incuranti del mondo intorno a loro. Li vedi e non li biasimi, come farebbero certi moralisti un po&#8217; anziani, perché non c&#8217;è nulla di più bello che fidarsi dell&#8217;altro, che abbandonarsi all&#8217;abbraccio di una persona che ci fa sentire vivi e credere di poter costruire una vita con lei.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è il colore dei sentimenti, la vivace atmosfera del mondo che riserva sorprese, il caleidoscopio delle possibilità da sfruttare; c&#8217;è la vitalità di un progetto, che sia la vita insieme, che sia solo l&#8217;energia vitale che l&#8217;amore è in grado di darci. Quel bacio è benzina per il nostro motore; entusiasmo per i nostri ideali e non ci fa nemmeno sentire la fatica; ci innalza alla gioia suprema che, probabilmente è puro oblio, dimenticanza, astrazione dalla vita quotidiana e dalle sue piccolezze.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è la passione dell&#8217;abbraccio, l&#8217;intrico dei corpi, lo stare gomito a gomito con qualcuno che ha la stessa nostra risoluta decisione. C&#8217;è una vita che palpita. Forse è amore, forse semplicemente passione, ma è corrente che smuove lo stagno immobile dell&#8217;inanità</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/il-bacio2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1777 alignright" title="Il bacio2" alt="" src="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/il-bacio2.jpg?w=300&#038;h=238" height="238" width="300" /></a>Poi arriva questo bacio. Un uomo anziano, stempiato, con una corona di capelli ingrigiti a ricordargli la giovinezza, bacia la sua giovane moglie, quasi che volesse succhiare la vita da quel corpo più giovane che gli si concede. Ma è conscio di essere ormai in là con gli anni e quasi patetico nel suo tentativo di ribellarsi all&#8217;avanzare del tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c&#8217;è più la passione; c&#8217;è un misto di tenerezza e di rassegnazione, c&#8217;è forse la paura di apparire triste e ridicolo. C&#8217;è la freddezza dei colori e quel grigio informe avvolge ormai l&#8217;assenza di speranze, il ricordo di un tempo migliore che fu e che non tornerà più, nemmeno evocandolo con ardore, nemmeno ripetendo a se stesso di essere quel superuomo che si era in passato.</p>
<p style="text-align:justify;">È quasi un bacio d&#8217;addio alla vita, l&#8217;ultimo sogno di un uomo che si aggrappa alla virilità come all&#8217;unico elemento in grado di esprimere vitalità. E di una donna che in un gesto che è quasi innaturale perde i contorni della sua bellezza. E il suo sguardo si fa strabico, rivolto a due oggetti diversi. Con uno guarda l&#8217;amore presente, l&#8217; anziano che sta baciando, ma senza la famelica attrazione dovuta alla passione e con l&#8217;altro rivolge lo sguardo verso l&#8217;esterno, verso un infinito altrove che è il punto d&#8217;arrivo del suo futuro, il luogo fisico e metafisico cui tende la sua vita, dopo la morte dell&#8217;anziano amante.</p>
<p style="text-align:justify;">In mezzo, c&#8217;è L&#8217;ombra, uno dei quadri della maturità di Picasso che adoro (1953).<br />
<a href="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/lombra-picasso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1778" title="L'ombra-Picasso" alt="" src="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/lombra-picasso.jpg?w=219&#038;h=300" height="300" width="219" /></a> Un uomo, per tutta la vita,ha ricevuto soltanto dei sì. Magari è successo per il suo carisma, forse per il fascino che emanava dalla sua figura, probabilmente anche per il suo successo.<br />
Ha amato e corteggiato: un gioco passionale che ne stuzzicava l&#8217;ego smisurato, tanto da aumentarne ancora le dimensioni, rendendolo sconfinato.<br />
Poi, d&#8217;improvviso, una volta, una volta soltanto viene lasciato da una che non ne sopporta più i tradimenti, gli scherzi, i frizzi, la morbosità carnale al limite della pornografia, l&#8217;esuberanza sessuale che è solo affermazione del proprio vigore e potere.<br />
Una donna, tra tante, se ne va. Con un gesto di ribellione che l&#8217;uomo non aveva preventivato, abituato a vincere, a dominare, a non sentirsi mai contraddire. E si dispera.</p>
<p style="text-align:justify;">È la disperazione del rifiuto, del primo rifiuto, tanto più grave se questo non avviene da bambini o da adolescenti, ma da adulti.<br />
Senza quel &#8216;sì&#8217; pronunciato con enfasi adorante, magari fingendo un piacere che in realtà piacere non è, ma oculata finzione per poter ottenere qualcosa, l&#8217;uomo diventa l&#8217;ombra di se stesso, si disperde, svanisce la sua personalità che era solo riflesso di un ego interiore che è invece ferito, un pozzo senza fondo alla ricerca di conferme che non ci sono più.</p>
<p style="text-align:justify;">E guarda il fantasma di ciò che ha perduto, i cocci di quel che è finito, il niente che si è creato intorno a lui. Gli rimane solo un segno: un giocattolo. Non certo per indicare la leggerezza con cui ha vissuto il gioco, ma la crudele pochezza della sua vita, ridotta a &#8216;cose da bambini&#8217;, ad un infantilismo che ha protratto nel tempo, senza mai diventare adulto, così da non prendersi vere responsabilità.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Non so se quella mostra volesse parlare di me, di molti di noi, del nostro paese, di qualche politico o di quel fedifrago riminese che ho avuto modo di conoscere negli anni. Il senso dell&#8217;arte è proprio questo: essere universale ed eterna.<br />
Tanto più se la prima opera di rilievo che si incrocia è questo Massacro in Corea, nello stesso giorno in cui si legge che il presidente coreano ha fatto fucilare un buon numero di alti ufficiali dell&#8217;esercito per non avere rispettato i cento giorni di lutto per la morte del padre. Un regolamento di conti tra le alte sfere del potere ma che, racconta ancora una volta, la tragedia di uno stato isolato e dittatoriale, dove in alcune zone le persone muoiono di fame perché denutrite, nel nome di un ideale comunista che è solo alibi per scellerati e disumani detentori del potere.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/massacro-in-corea.jpg"><img class="wp-image-1779 aligncenter" title="massacro in corea" alt="" src="http://arsenio76.files.wordpress.com/2012/10/massacro-in-corea.jpg?w=300&#038;h=164" height="164" width="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Un bacio ci insegna a fidarci degli altri, a condividere tutto, a esplorare anche quel che di più intimo e privato ci sia in ognuno.<br />
Sembrerebbe avere poco a che fare con Picasso, ma è pur vero che in un certo periodo, la sua arte fu anche influenzata dalla cultura africana:ieri sera ho mangiato per la prima volta in un ristorante eritreo e devo ammettere che mi è piaciuta l&#8217;atmosfera. Mi è piaciuta la convivialità che si è creata con la persona che mi accompagnava: prendere l&#8217;ingera (il tipico pane spugnoso), intingerla nello stesso piatto comune, avvolgere il cibo e poi mangiarlo, senza l&#8217;uso delle posate. Ho pensato che ai bambini piacerebbe moltissimo; che quel gesto ha qualcosa di liberatorio e che, se riesci a dividere il tuo piatto con una persona, significa che ti fidi di lei, che vuoi che si nutra delle stesse cose con le quali ti nutri tu stesso e ciò significa, per l&#8217;uomo, animale egoista come tutti gli altri animali, che in quel momento hai abbandonato il tuo raziocinante desiderio di supremazia e stai raccogliendo sotto la protezione del &#8216;tuo spirito di sopravvivenza&#8217; un&#8217;altra persona, sia essa un&#8217;amica, un amico, un amante, un familiare o un semplice sconosciuto che hai voluto a cena con te la prima sera che lo hai incontrato. C&#8217;era rumore in quel posto, c&#8217;era anche allegria, c&#8217;era il piacere di cenare con cose semplici (cos&#8217;è uno zighni? non è forse l&#8217;unione di ingredienti semplici e quotidiani?) senza la spocchia di chi pensa di dover sempre dare giudizi da gourmet. C&#8217;era la rilassatezza dei gesti, la risata aperta, pure un vino corposo che forse ha davvero rispettato l&#8217;impegno scritto sull&#8217;etichetta: trasformare una conoscenza in amicizia. Mi è sembrato, per un paio d&#8217;ore, di avere trovato l&#8217;antidoto all&#8217;ansia della vita quotidiana, alla cattiveria generalizzata, al pessimo umore, alle recriminazioni sulle tasse alte, lo spread in altalena e i prezzi alle stelle. Sedersi intorno a un tavolo, avvolgere del cibo nel pane e mangiare sorridendo, fidandosi degli altri, come di se stessi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/arsenio76.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/arsenio76.wordpress.com/1775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=arsenio76.wordpress.com&#038;blog=3916947&#038;post=1775&#038;subd=arsenio76&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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