L’anno che inizia…

Per me questo sarà un anno strano. Capita a tutti, da bambini, di proiettare nella propria mente quello che sarà il futuro. Quando ero piccolo avevo due date simboliche: il 2000 e il 2016.
Nel 2000 mi immaginavo un mondo totalmente cambiato, con auto elettriche, la tecnologia a farla da padrona ed io un 24enne pieno di speranze e pronto a vivere il futuro con la sicurezza e una certa incoscienza tipica dei giovani.
Nel 2016, quest’anno, avrei compiuto -così mi dicevo nei lontani anni 80 e 90 – ben 40 anni e sarei stato nel bel mezzo della mia vita: un professionista affermato probabilmente all’estero e una vita soddisfacente, per quel che possa significare quell’aggettivo nella mente di un adolescente.
A furia di aspettare, l’anno fatidico è arrivato.
Quest’anno compirò 40 anni e non è un traguardo da poco. Forse, personalmente, mi sembra di essere ‘ancora troppo poco’.
Non credo di essere quel professionista affermato che credevo di voler diventare soltanto trent’anni fa.
Non ho una famiglia, non ho figli, non ho una casetta con giardino, un’auto di grossa cilindrata, una casa al mare e tutte quelle cose che mi renderebbero membro della borghesia che regge e governa questo paese dalla torre delle proprie piccole certezze di una realtà che si autoalimenta fino al soffocamento.
Mi consolo con quella frase di Baz Luhrmann: “Non sentirti in colpa se non sai cosa fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni, non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno”.

Penso che scriverò, un poco, senza esagerare, giusto per placare il mio desiderio di imbrattare fogli bianchi e magari soddisfare chi ha voglia di leggere qualcosa scritto da me, che sia una poesia, un racconto o forse un romanzo.
Penso che leggerò, un po’ di più di quel che ho fatto nel 2015 e nel 2014, recuperando il tempo nei viaggi in treno da pendolare o nei pochi minuti di veglia prima di addormentarmi.
Penso che mi dedicherò un po’ più agli altri ma anche allo studio delle cose che mi interessano, magari sviluppando quei progetti che mi frullano nella testa da tempo.
Probabilmente a quarant’anni bisognerà puntare a una situazione lavorativa più stabile e meno ansiogena. Ci proverò in questo 2016 ma senza smettere di credere che tra una decina d’anni potrei rivoluzionare nuovamente tutto quanto, perché la placida calma, in parte, mi spaventa e la routine mi porterebbe al sonno della ragione.

In questo 2016 vorrei anche essere più attento a ciò che avviene nel mondo e, prima cosa fra tutte, non censurare le mie idee per paura di apparire sgradevole. Se dovessi trovare qualcosa di fastidioso non mi tratterrò dal denunciarlo; se dovessi imbattermi in un’ingiustizia sarà mia cura additarne i colpevoli; se dovessi scontrarmi con l’ennesima stupida negazione di diritti vorrò essere voce per poterla combattere.

Da adolescente credo di avere rimosso tutto ciò che riguardava la sfera sentimentale e sessuale della mia vita: amavo il teatro, la letteratura, lo studio, il divertimento con gli amici ma non ero particolarmente interessato a quel sentimento forte quale è l’amore; del sesso mi interessavo poco o nulla. Questo per dire che quando mi immaginavo nel 2016 con la mia vita standard non avevo problemi a vedermi sposato con una donna. Era solo un elemento, un personaggio accessorio per la mia costruzione mentale, non un soggetto con caratteristiche che potessero davvero incuriosirmi.
Forse anche per questo non ho vissuto il dramma del bullismo che colpisce molti ragazzi gay nelle scuole dell’obbligo; forse molti mi prendevano in giro per i miei ‘strani comportamenti’ ma la cosa non mi feriva, mi sentivo superiore (a volte vivere in un mondo alternativo aiuta a non soffrire, chissà).
Nel 2016 però la mia visione della vita prevede un compagno, magari dei figli in adozione, magari no, un cane (un piccolo levriero italiano) e una casa comoda in una società multirazziale, inclusiva, aperta al cambiamento, sicura e civilmente progredita.
Sembra qualcosa di impossibile; ma chi avrebbe mai detto negli anni ’80 che nel 2000 avremmo avuto degli smartphone, avremmo potuto comprare viaggi aerei al telefono, prenotare alberghi, ristoranti e pizze con un click, connetterci e parlare col mondo senza avere bisogno di cavi?
Chi avrebbe potuto immaginare una società in continua evoluzione, espansione, movimento?
Chi avrebbe mai potuto scommettere che nel 2016 quasi tutta l’Europa Occidentale avrebbe permesso i matrimoni omosessuali o le adozioni?
Nel 2016 in Italia si sta nuovamente aprendo una guerra di religione, si litiga per il presepe, si manifesta per una bestemmia, si fa a gara per assistere all’apertura di porte sante, si confonde peccato con reato, si confondono i dogmi religiosi con la legge, si pensa che esista una legge naturale da opporre ai diritti di tutti… Nel 2016 questo paese popolato dal 66% di adulti che soffrono di analfabetismo di ritorno, con un numero di diplomati e laureati inferiore a quello degli altri paesi europei, con classifiche che ci mettono sempre nei posti peggiori tra gli europei per conoscenze matematiche e logiche, con un tripudio dell’antipolitica demagogica -ovvero il messaggio politico più semplice, perché è contro qualche nemico e crea semplicemente tifoserie che non risolvono i problemi ma, al massimo, li sviliscono per denigrare chi li pone- e con una crisi perenne per assenza di idee, carenza di strategie d’ìnvestimento, cronicizzazione dei problemi di sottosviluppo culturale di intere grandi aeree, disoccupazione, sottoccupazione, bassi salari, mancanza di diritti per tutti, questo paese -si diceva- si affanna a voler creare sacche di emarginazione sociale e civile, isolando un discreto numero dei propri cittadini, additandoli come contro natura. Questo stesso paese che ora ride con un filmetto di mediocre fattura, osannato da critici e benpensanti della classe media, esponenti di quel moderatismo culturale e politico che è la causa della nostra infinita crisi strutturale. Che è la causa delle grandi intese perenni; che è la causa di questo finto movimentismo politico atto semplicemente a modificare gli equilibri di potere all’interno della inamovibile casta delle eterne famiglie di potere. Che è la causa della nostra marginalità.
Non era il 2016 che mi immaginavo da piccolo.
Per questo mi auguro che questo sia l’anno  giusto per cambiare. Me stesso, il mondo intorno a me, il mondo senza di me.

Annunci

2 pensieri su “L’anno che inizia…

  1. io sono ancora a qualche anno di distanza dagli -anta. Anche io bramo il cambiamento che non arriva mai. E ho sogni simili ai tuoi e ogni giorno mi chiedo se davvero abbia ancora senso parlare di “sogni” a questa età. Ho sognato molto da ragazzino ma non ho avuto la forza sufficiente per combattere ed ottenere quel che volevo.
    Auguri a noi per questo 2016.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...